Diario di una cuoca e un diabetico: i limiti sono diventati regole, e le regole ci hanno aiutato.

 

In questo modo io ho deciso di affrontare la sfida del diabete di Nino

e lo racconto su http://www.sweetalks.net .

Qui di seguito l’intervista:

Diario di una cuoca e un diabetico.
La cuoca in questione si chiama Annalisa, il diabetico in questione si chiama Nino. La storia d’amore in questione si svolge a Catania.
Perché sì, è ovviamente una storia d’amore. Ma non solo. È anche una storia di malattia che – seppure stravolge, modifica, atterrisce – viene affrontata e vinta.
Il diabete non passa come un’influenza, ma il diabete può essere domato, circoscritto, compreso, accettato. Accettare è la chiave di svolta.
Perché la prima fase della malattia di Nino è caratterizzata dal rifiuto. Fingere di non avere il diabete, pensare che prima o poi passerà, sgarrare ogni tanto, perché tanto cosa può succedere?
Invece, entra in gioco l’insulina. Annalisa, tutta questa storia, non la vive in prima persona, però per prima inizia a combattere. Lo dice a Nino, glielo promette: “Vedrai che ce la faremo”.
Per due siciliani, due buone forchette, due buongustai, il cibo diventa la prima cosa da rivoluzionare. Nino mangiava 500 gr di pane al giorno, che sono dovuti diventare 50. Inizialmente l’ha vissuta come una tragedia, racconta Annalisa. Le abitudini alimentari sono difficili da scardinare. “Però adesso ci prendiamo una pagnotta e la dividiamo in due. E sappiamo che è quello che possiamo mangiare”. In due hanno diviso molto altro, Annalisa e Nino, 12 anni insieme.
Annalisa potrebbe concedersi un’alimentazione diversa, ma non lo fa, mangia le stesse cose di Nino, e più che una privazione è diventata una scoperta. Si possono mangiare le panelle, ma si evita di farle fritte. Si può mangiare la caponata, ma in versione light; si può mangiare il cous cous, ma con le verdure grigliate.
“Diario di una cuoca e un diabetico” è un blog che Annalisa ha iniziato a scrivere, perché ha capito che era possibile mangiare in modo diverso, più sano. La regolarità, la varietà alimentare, l’introduzione dell’integrale, l’eliminazione dei grassi animali, sono stati dettati inizialmente dal diabete, ma ora sono uno stile di vita che loro amano e che li fa sentire bene.
“I limiti sono diventati regole, e le regole ci hanno aiutato”.
Il blog di Annalisa è il racconto di una quotidianità speciale. È quasi un ossimoro semantico: una cuoca e un diabetico insieme? Si può fare? Certo, si può, eccome!
Si può mangiare bene, anche se si è diabetici? Certo, eccome! Si può cambiare il proprio modo di intendere il cibo? Certo, eccome! E va fatto e andrebbe fatto da tutti. Lo dice Annalisa, che diabetica non è, e da questo cambio alimentare ha avvertito solo giovamento. Quindi, provate il suo sformato di zucca e ricotta, il suo plumcake con farina integrale e gocce di cioccolato, il suo risotto al basilico. Provate queste ricette, povere di grassi e cariche di tutta la positività che si legge nei suoi occhi.
“Ho chiamato il mio blog: diario di una cuoca e di un diabetico, perché io cucino tutti i giorni per Nino e quello che volevo dire è proprio questo: lo faccio ora e continuerò a farlo. E non ti lascio solo nella tua malattia.”
È chiaro questo, che Annalisa non molla e che il legame è rinsaldato ad ogni pasto, ogni volta che al mercato sceglie gli ingredienti, ogni volta che taglia le verdure, ogni volta che scola la pasta. Ogni piccola azione a ricordare che “Non ti lascio solo nella tua malattia”. E davvero, non mi viene in mente una ricetta migliore di questa.
Intervista ad Annalisa Zingale

 

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